Spogliarsi con ironia.

E’ questo il segreto del Burlesque.

Non a caso il termine in francese significa scherzoso. Tra guepiere, piume di struzzo e tacchi a spillo, le artiste mettono in scena l’eterno gioco della seduzione senza troppe nudità o eccessiva pruderie.

 

D’altronde il Burlesque, nato come parodia del mondo aristocratico di fine 800, ha mantenuto nel corso degli anni la propria natura ludica e vaporosa quanto una nuvola di talco. Vestali di un erotismo soft, le artiste inguainate nelle loro calze di seta mirano a create empatia con il pubblico, non imbarazzo.

 

Che si tratti di Dita Von Teese immersa in un calice di champagne per la gioia del pubblico di San Remo della monumentale Dirty Martini, le cui curve sono leggenda per gli amanti delle signorine grandi forme,il burlesque sbriciola l’idea di donna oggetto e rilancia l’immagine di femmina forte che non teme di piacere e piacersi, anche con i propri difetti.